In questi giorni monta una “grossa” polemica, che in altri paesi mai sarebbe stata sollevata ( ma ovviamente siamo in Italia..). Libero, quotidiano “molto” letto in Italia ( sono ironico,eh) qualche giorno fa ha pubblicato un articolo riguardante questa serie televisiva trasmessa da Settembre su Rai 4. L’articolo è stato scritto dal grande “esperto di televisione e pedagogia” Francesco Borgonovo, il quale sostiene che con questo telefilm si trasformi il servizio pubblico in “pornorai”, in quanto nel film si vedono baci gay, uso di droghe, sesso e scambi di coppia ( Faccio notare con la foto tratta da gay.tv, come sul giornale Libero ci sia una rubrica dedicata alle “bellezze”. E questo sarebbe educativo?). A parte che mi piacerebbe sapere con che sguardo il tizio sopra nominato abbia guardato questa serie televisiva, si vede come in Italia si sia ancora chiusi in piccoli tabu’ e costrutti sociali.
Mi è piaciuta la reazione del direttore Rai 4 , Freccero, in quanto è necessario un serio cambio nel paese. Il telefilm è vero a volte è spinto, ma qualcuno vuole sostenere che nella propria vita non ha mai provato una di quelle esperienze? Innamorarsi di una professoressa, di un compagno di banco mentre si scopriva la propria sessualità, di un amico piu’ grande. Oppure nessuno di voi ha mai conosciuto o visto situazioni in cui un vostro amico era stato adottato, viveva con genitori divorziati, soffriva di bulimia, si sentiva isolato?Nessuno di voi ha mai avuto un amico o amica omosessuale? E potremo continuare con i tanti esempi buoni di questa serie.
Lo trovo ottimo in quanto fa un’ottima educazione sessuale, cosa che manca in questo paese, dove ancora la parola preservativo provoca non pochi imbarazzi. Basta pensare alla ragazza che rimane incinta e che non vuole abortire, proprio perchè non ha usato il preservativo. Ma anche al ragazzo credente che vuole rimanere fino al matrimonio vergine.
Riportando questi esempi, si capisce benissimo che l’autore dell’articolo non ha mai visto bene questa serie e non ha mai capito il suo inserimento pedagogico per i ragazzi, che oggi come oggi che si voglia o meno già a 12/13 anni iniziano a conoscere la propria sessualità.
Come cittadini italiani, come contribuenti del canone, come persone ci siamo “rotti i coglioni” di tutte queste serie televisive pagate da noi su mamma Rai che parlano di Commissari, di Preti e chiesa ( chi ha detto Don Matteo, ormai alla ottava serie, o Che Dio ci aiuti, alla prima e spero ultima serie). Volete produrle e trasmetterle? Usate i soldi della chiesa. Siamo un paese laico, dove convivono tante religioni e tanti modi di pensare. Vogliamo telefilm educativi e veri, come avviene in Inghilterra e America. Ci siamo rotti di questi tabu’ e finti perbenismi, ci siamo rotti dei dictat di associazioni come il Moige che vogliono dettar legge per un paese. Perche’ mentre il paese va avanti, chi sta nei centri di potere delle reti tv non capisce la necessità di produrre seriamente qualcosa di decente.
Ci siamo rotti di culi e tette di veline, ballerine e così via. E poi quando si tratta seriamente di affrontare certi temi come il sesso, la droga, l’alcol si sorvola il tutto invece di affrontarli.
A quando in Italia una bella serie come Fisica o Chimica?
Cordialmente.